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Diorama di montagna con vere rocce e resina epossidica: dedicato a Celtica VdA

Abbiamo sperimentato per un po’ con la resina epossidica. Abbiamo fatto test inglobando piccoli oggetti in resina, realizzando piccoli decori o pendenti, piccole cose per imparare.

Nell’estate 2020, abbiamo iniziati i nostri primi veri progetti: un basamento in resina per un albero decorativo e il diorama di un paesaggio montano.

L’inizio del paesaggio di montagna è stato un ritrovamento fortuito: al nostro mercatino delle pulci preferito abbiamo scovato il modellino di una casetta in pietra, perfetta in ogni dettaglio. Appena l’abbiamo vista, ci siamo resi conto che era come se ci stesse chiamando per diventare il cuore del progetto che da un po’ di tempo era pronto a uscire dalle nostre teste per diventare reale

Questo progetto ha richiesto i materiali più diversi, tutta la nostra esperienza e diversi mesi per vedere la fine. A casa avevamo una mensola trapezoidale che era il posto migliore per ospitare un diorama del genere, quindi ne abbiamo ritagliato la forma su cartone e la nostra più grande sfida è iniziata.

Il primo passo è stato realizzare la base. Avevamo in casa degli avanzi di polistirolo della misura perfetta, a cui abbiamo dato la forma della riva del lago. Volevamo popolarla con la casa circondata da alberi, l’erba, un torrente e, nell’angolo più alto, rocce vere a suggerire picchi innevati in lontananza.

Sì, non puntavamo a realizzare un modello in scala. Per prima cosa, era il nostro primo diorama di una certa dimensione e complessità, quindi pensavamo fosse troppo aggiungere anche la difficoltà degli elementi in scala. Seconda cosa, avevamo una casetta di 16×8 cm, quindi il nostro progetto sarebbe stato un po’ troppo grande da mettere in casa!

Dare la forma alla base è stato lungo ma abbastanza facile, poi abbiamo dovuto dare struttura al polistirolo, rinforzandolo. Abbiamo scelto di usare il cemento, con la stessa tecnica già sperimentata per il nostro vaso rosso o le zucche. Dopo aver imbevuto un asciugamano di cemento, l’abbiamo usato per rivestire il polistirolo, abbiamo aggiunto ancora un po’ di cemento e scolpito la forma del terreno, con gli spazi per ospitare la casetta e gli altri elementi. Una finale carteggiata ha preparato il suolo per essere dipinto.

Mio marito ha dipinto un primo strato in verde come base, quindi ha aggiunto i dettagli principali: la casa, le cime montuose, il menhir, un po’ di rocce qui e là.

Un menhir? Sì, e un menhir speciale. L’idea per questo diorama ci è venuta durante una vacanza in Val d’Aosta nell’estate 2020. Eravamo con un gruppo di amici nella valle che in luglio ospita il Festival Celtica. É un evento molto importante per noi e, anche se nel 2020 era stato annullato a causa della pandemia, volevamo comunque respirare l’atmosfera unica del bosco del Peuterey in Val Veny. Ecco, camminando in quel bosco si incontra un menhir con lo spazio per un fuoco. É il cuore pulsante del Festiva Celtica, che volevamo ricreare nel nostro diorama per ricordarci sempre ciò che Celtica rappresenta per noi. Giusto un accenno, il diorama non è nato per essere una riproduzione del bosco del Peuterey o dei suoi dintorni, ma giusto un riassunto delle caratteristiche della Val Veny.

Locutus and Rici are #LRCrafts, husband and wife with the same passion for anything do-it-yourself

Nella foto, Locutus e Rici di fronte al menhir del bosco del Peuterey durante Celtica 2018.
Foto di MBR Photography

Celtica, il festival dove nessuno è estraneo

Non ci sono estranei qui, soltanto amici che ancora non abbiamo incontrato.
Questa citazione di William Butler Yeats è il miglior riassunto dell’anima del Festival Celtica.
Che cos’è Celtica? Se lo chiedi a qualcuno che la conosce, probabilmente risponderà “per saperlo, devi provarla, devi viverla”.
Ci vorrebbe molto più di questo piccolo box per raccontare cos’è Celtica. Celtica è un’esperienza. Quando la provi per la prima volta, non sarai mai più lo stesso.

Dopo aver applicato uno strato di colore verde sulla base del diorama, con anche un accenno delle parti color terra come la riva del lago, il letto del fiume e l’area del menhir, abbiamo iniziato ad aggiungere dettagli sulla superficie.

Abbiamo grattugiato una manciata di argilla espansa per fare il terreno, incollandola sul diorama con colla vinilica. Penso che il risultato finale sia ottimo, molto rassomigliante a ciò che ti aspetteresti di vedere sulla riva di un lago di montagna.

A seguire, l’erba. Abbiamo usato erba per modellismo, e il risultato ci ha molto soddisfatto. Esistono strumenti appositi per applicare questo tipo di erba, per far stare i fili in verticale e dare quindi un aspetto più naturale: non ne avevamo uno, quindi abbiamo spalmato di colla vinilica la superficie del diorama e sparso a mano l’erba. Anche così, l’effetto era comunque piacevole.

Usando erba un po’ più scura e piccole foglie, abbiamo realizzato anche alcuni alberi da mettere dietro la casa.

All’inizio, volevamo seguire un tutorial visto su YouTube e realizzarli con fili di rame, ma un giorno ci siamo imbattuti in una decorazione in un negozio, un’alga in plastica marrone, che poteva essere adattata perfettamente per realizzare il tronco e i rami. Mio marito l’ha tagliata a pezzi e li ha incollati poi insieme per dare la forma dell’albero spoglio, su cui ha poi incollato le foglie.

Devo dire che gli alberi sono venuti bene, ma per il prossimo progetto proveremo anche la tecnica dei fili in rame.

Sul diorama abbiamo anche aggiunto un rametto trovato durante le nostre passeggiate nei boschi a suggerire un albero morto. La forma ci sembrava perfetta, siete d’accordo?

Devo aggiungere che, mentre lavoravamo a questo diorama, il nostro angolo lavori era un disastro: un sacco di cose diverse sparse ovunque! Per fortuna abbiamo un tavolo dedicato ai progetti fai-da-te!

Avere uno spazio adatto a creare è essenziale per noi. È un angolo del soggiorno, dove lavoriamo su tre tavolini affiancati realizzati da mio marito prima di trasferirici nell’appartamento attuale. Un giorno racconterò qualcosa anche della loro realizzazione, che ne dite?

Dopo erba e alberi, siamo passati ai cespugli, sparsi per tutto il prato.

Anche questi arrivano diretti dal negozio di modellismo. Mio marito ha trapanato un alloggiamento per ciascuno, incollandoli con colla vinilica.

Ha anche intagliato dei pezzettini di legno da impilare vicino alla casetta in una catasta ordinata, giusto un accenno di vita in questo diorama, in cui abbiamo deciso di non aggiungere persone o animali.

Il passo successivo: aggiungere la neve sulle cime.

Devo dire che siamo stati fortunati al riguardo. In Val Veny siamo incappati in alcun rocce bianche che letteralmente si sbriciolavano tra le nostre mani. Abbiamo provato a grattugiarle e ne è venuta fuori una polverina dall’aspetto perfetto della neve! Per applicarla in cima alle nostre montagne abbiamo usato silicone bianco: così abbiamo ottenuto una sorta di ghiacciaio compatto su cui far cadere la neve fresca.

Penso che questo dettaglio sia un’aggiunta speciale, non trovate?

E dopo quattro mesi di lavoro, ecco giunto finalmente il momento tanto atteso della resina epossidica.

Abbiamo preparato uno stampo prestando molta attenzione ad evitare fuoriuscite: abbiamo preso tutte le precauzioni che ci venivano in mente!

Alla nostra resina 1:06 abbiamo aggiunto un pigmento blu in polvere. Il colore finale non era esattamente come lo volevamo, purtroppo: avremmo voluto un aspetto semi-trasparente, avevamo anche aggiunto qualche alga sul fondo, ma abbiamo esagerato con il pigmento e ora le alghe non sono più visibili. Non è un grosso problema, sarebbe potuta andare peggio per essere il nostro primo lavoro con la resina in grande spessore!

Per prima cosa, però, abbiamo versato il torrente, ancora prima di posizionare il diorama nello stampo. Abbiamo sollevato il diorama per collocare alla base del torrente un contenitore, in modo da raccogliere la resina che colava. Una volta asciutta, siamo passati a versare la resina nel lago.

Seguendo accuratamente le istruzioni riportate sulla nostra resina, abbiamo versato tre diversi strati. Abbiamo versato il successivo quando il precedente strato non era ancora perfettamente indurita, in modo da poter mischiare un po’ i due strati con un bastoncino. Questo per ottenere un colore più omogeneo, senza netta separazione tra gli strati.

La resina da sola, però, non ci bastava.

Usando una texture acrilica effetto acqua, mio marito ha aggiunto pazientemente le onde, sia sul torrente sia sulla superficie del lago. È stato super facile e ha dato all’acqua l’effetto naturale che cercavamo.

Dipingendo la resina con questo prodotto, si aveva l’impressione di coprire tutta la superficie blu con uno strato bianco, ma dopo l’asciugatura è diventato quasi completamente trasparente. Abbiamo quindi dipinto le creste delle onde in bianco per farle risaltare.

The menhir of our diorama compared to the original one in Val Veny

L’ultima aggiunta, un dettaglio a cui tengo particolarmente, è stato dipingere il menhir con dei triskell blu, per ricordare quello originale nel bosco del Peuterey in Val Veny.

Non sono riuscita a riprodurre i disegni originali precisamente, la nostra roccia è troppo piccola per certi dettagli. Delle facce del menhir originale, ne ho ri-disegnata una, la più famosa (e la più facile da disegnare!). Mio marito l’ha quindi dipinta sulla nostra roccia.

Credo che comunque siamo riusciti a dare al nostro piccolo menhir l’aspetto e l’atmosfera che volevamo.

Alla fine ci sono voluti cinque mesi di lavoro, dall’inizio alla fine, ha richiesto tutte le nostre capacità, un sacco di materiali di tipo diverso dalle provenienze più disparate, ma siamo riusciti a realizzare il nostro primo grande diorama con resina epossidica di grande spessore.

Ora il diorama ci guarda dalla sua mensola, ben visibile dal divano. Ogni volta che vogliamo ricordare le montagne, Celtica e la Valle d’Aosta, o anche solo goderci la vista di un progetto realizzato da noi, il nostro diorama è lì per essere ammirato.

Beh, ho detto finito, ma… dopo u paio d’anni ad osservarlo sul suo scaffate, abbiamo deciso che gli mancava qualcosa. Gli mancava vita.

Abbiamo quindi deciso di dargli vita!

Mountain diorama with real rocks and epoxy resin, dedicated to Celtica Festival

In totale abbiamo aggiunto circa 50 oggetti!

Locutus ha costruito un ponte sul torrente, una panchina con vista sul lago e, naturalmente, ha aggiunto un falò accanto al menhir, come quello che arde durante il Festival. Gli stuzzicadenti sono stati perfetti per simulare i ceppi di legna tra le ceneri.

Ma non ci bastava: abbiamo aggiunto due pastori, uno con le mucche vicino alla casa e l’altro con le pecore vicino al menhir, con i propri cani. Abbiamo aggiunto cavalli intorno alla pozza, animali selvatici alla base delle montagne ed io ho voluto fortemente gli scalatori sulle montagne. Locutus ha realizzato il loro cordame, e adoro in particolare i due che cercano di fotografare un’aquila sulla roccia!

Inoltre, abbiamo aggiunto diversi vasi di fiori come decorazioni per la casa, del muschio sul tetto e fiori selvatici tra l’erba.

Ecco, quando abbiamo confrontato il prima e dopo queste aggiunte, ci siamo detti “come potevamo considerarlo finito, prima?”.

Ora, quando lo guardiamo, ci sembra davvero di essere lì, tra le montagne, a goderci quei preziosi momenti in attesa dell’inizio del Festival.

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