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Laboratori artigianali a cui abbiamo partecipato durante Celtica Valle d’Aosta

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Se ci leggete da un po’, probabilmente sapete che il festival Celtica Valle d’Aosta occupa per noi un posto davvero speciale. L’ho detto diverse volte: Celtica è qualcosa che bisogna vivere in prima persona per poter davvero comprendere cos’è, cosa significa e quanto profondamente riesca a toccarti..

Quando sei lì nel bosco, l’esperienza è piena e immersiva. Puoi passeggiare nei boschi, esplorare il mercato degli artigiani, oppure semplicemente rilassarti e lasciarti avvolgere dall’atmosfera. Puoi cantare e ballare, assistere a concerti a qualsiasi ora del giorno o della notte, condividere storie sotto gli alberi. Puoi partecipare ad attività artigianali, assaggiare cibo e bevande deliziosi, ascoltare conferenze ricche di spunti.

C’è molto altro ancora, ma ho già scritto molto su ciò che si prova al festival. Questa volta vorrei concentrarmi soprattutto sul lato artigianale. Perché qui le occasioni per attività manuali sono davvero infinite. E c’è qualcosa di profondamente speciale nel sedersi in una radura silenziosa, strumenti alla mano, circondati da persone altrettanto desiderose di imparare, creare e condividere. I laboratori artigianali a cui abbiamo partecipato a Celtica ci hanno insegnato che questi momenti riguardano soprattutto la connessione: con le tradizioni antiche, con la natura, con gli altri artigiani, e a volte anche con parti di noi stessi che avevamo dimenticato.

Adoro come il festival ci abbia dato la possibilità di sperimentare nuove tecniche e materiali insieme con esperti di talento e ricchi di passione. È un tipo di apprendimento difficile da trovare altrove. Un piccolo consiglio: la richiesta di partecipazione è alta, quindi se c’è un laboratorio a cui tenete davvero, assicuratevi di prenotarlo per tempo!

Crafting workshops we attended during Celtica Festival

Indice dei contenuti

Cucire una scarsella in pelle con Labarum Bagauda Teuta Laevi

La nostra primissima esperienza artigianale a Celtica è stata cucire una scarsella in pelle con Labarum Bagauda Teuta Laevi. Ancora oggi rimane uno dei laboratori più soddisfacenti a cui abbiamo mai partecipato.

Abbiamo preso parte al workshop indossando i nostri abiti celtici, e questo ha reso tutto ancora più significativo. Eravamo lì, a imparare tecniche antiche per realizzare una scarsella storica, guidati da un rievocatore esperto in abito celtico, vestiti allo stesso modo.

Il laboratorio è piuttosto lungo, circa tre ore, a volte anche di più a seconda della velocità con cui si cuce la pelle a mano. Non è particolarmente difficile, ma richiede pazienza.

Mentre Locutus ha seguito fedelmente le istruzioni, io non ho saputo resistere e ho aggiunto un piccolo tocco personale. Invece di usare un semplice punto indietro, ho scelto il mio amato punto festone, dando alla mia scarsella un aspetto più decorativo e personale. E da quel momento, queste scarselle create da noi sono diventate parte integrante del nostro outfit celtico.

Consiglio assolutamente questo laboratorio, anche se non siete particolarmente appassionati di cucito. È un’esperienza profondamente gratificante e, in un contesto così speciale, diventa ancora più indimenticabile.

Tecniche antiche al campo storico

Il campo storico è una delle aree più ricche del festival per quanto riguarda le esperienze pratiche: lancio dell’ascia, tiro con l’arco, affascinanti dimostrazioni della vita quotidiana di secoli fa. Soprattutto, è un luogo sempre vivo di attività manuali.

Oltre ai laboratori strutturati come quello della scarsella in pelle, c’è sempre qualcuno intento a creare qualcosa. E ciò che lo rende ancora più speciale è che tutti non vedono l’ora di condividere il proprio lavoro: ti mostrano cosa stanno facendo, ti spiegano come e perché, e spesso ti invitano persino a provare.

Nel corso degli anni abbiamo avuto l’occasione di cimentarci nella realizzazione della cotta di maglia (e Locutus ha anche avuto modo di indossarne una completa), nella tessitura e nel tablet weaving. Abbiamo osservato artigiani del cuoio, del legno e di tanti altri materiali mostrarci come si lavorava un tempo, ognuno dando vita al proprio mestiere in modo estremamente concreto.

E ciò che è particolarmente affascinante è notare come, a volte, alcune tecniche cambino in modo davvero minimale nel corso dei secoli…

Gioielli in rame con Labarum Bagauda Teuta Laevi

Lo stesso gruppo di rievocazione che ha tenuto il laboratorio della scarsella in pelle ha organizzato anche un workshop dedicato alla lavorazione del rame, incentrato sulla creazione di semplici gioielli. Abbiamo avuto l’opportunità di provare a realizzare una fibula.

Tutti gli strumenti e i materiali erano forniti dal nostro maestro, e siamo stati guidati passo dopo passo con competenza lungo tutto il processo. È stato affascinante lavorare su un oggetto che oggi ha soprattutto una funzione decorativa, ma che in passato era estremamente pratico, rappresentando di fatto l’equivalente più vicino ai moderni bottoni per chiudere gli abiti.

A prima vista può sembrare un oggetto piuttosto complesso, ma in realtà si è rivelato più semplice del previsto e davvero divertente da realizzare. Detto questo, consiglio assolutamente di affidarsi alla guida di un esperto la prima volta che si prova: rende tutto molto più lineare, mostrando i passaggi corretti nel giusto ordine e dandoti sicurezza mentre lavori.

Laboratorio di ceramica con Giulia Sbernini di “La Vecchia Signora”

Non è solo il campo storico ad essere pieno di attività: anche l’area del mercato è altrettanto viva. È ricca di artigiani che creano e vendono le loro meravigliose opere, e molti di loro sono felici di condividere la propria arte organizzando laboratori introduttivi.

Una di queste artigiane è Giulia Sbernini di “La Vecchia Signora”, una ceramista eccezionale che realizza riproduzioni di ceramiche storiche con un tocco di modernità: in particolare, il fatto che i suoi pezzi siano lavabili in lavastoviglie! Amiamo molto le sue creazioni, e negli anni ne abbiamo portate a casa diverse.

Nel 2025 abbiamo finalmente deciso di metterci alla prova anche noi e partecipare al suo laboratorio di ceramica. È stata un’esperienza bellissima dall’inizio alla fine. Al termine, abbiamo lasciato le nostre creazioni a Giulia, che le ha portate nel suo laboratorio per cuocerle nel forno e completare così il processo, per poi inviarcele a casa.

Naturalmente i nostri pezzi non sono allo stesso livello dei suoi, ma siamo davvero molto orgogliosi di ciò che siamo riusciti a realizzare con le nostre mani, grazie soprattutto alla sua guida esperta.

Pirografia su legno con Marco Barzaghi di BarzaDeLegn

Marco Barzaghi è un artista, non c’è davvero altro modo per definirlo. Il suo stand si fa notare per i meravigliosi pignomi companions, anche se ma ciò che colpisce davvero sono i suoi ritratti pirografati, così dettagliati e realistici da sembrare quasi vivi.

Meglio conosciuto come Barza de Legn, organizza laboratori sia per bambini sia per adulti, a cui abbiamo partecipato con entusiasmo anche noi. Io ho scelto di realizzare un semplice triskell (anche se ho presto scoperto che i motivi geometrici precisi sono tutt’altro che facili con il pirografo…), mentre Locutus ha optato per qualcosa di più figurativo, disegnando un drago sputa-fuoco e imparando tutto ciò che poteva sulla creazione di luci e ombre al pirografo.

Marco è paziente, preciso e incredibilmente didattico: un insegnante perfetto, sempre pronto a condividere i suoi piccoli trucchi e a guidarti passo dopo passo.

Realizzare un bracciale in cuoio con Tres Lunas

Ciò che colpisce di più di questo laboratorio è la quantità di conoscenza che porta con sé. Abbiamo trascorso gran parte del tempo a parlare con l’insegnante, imparando tantissimo sulla pelle: le sue proprietà, la sua storia, i suoi usi antichi.

La pelle è, per molti aspetti, simile al legno: un materiale vivo, anche quando non è più “vivo”, che continua a reagire e a cambiare nel tempo. Essendo un materiale organico, va compreso e trattato di conseguenza, perché reagisce sia alle condizioni atmosferiche sia al contatto con la pelle.

Abbiamo realizzato un semplice bracciale, decorato con il simbolo del gruppo di rievocazione, impresso a caldo sul cuoio. Un oggetto piccolo, ma ricco di significato e di tutto ciò che abbiamo imparato durante il processo.

Il nostro speciale laboratorio di lucet

E naturalmente non potevo non menzionare il nostro specialissimo laboratorio di lucet, è nato in modo del tutto spontaneo. Non è stato un laboratorio strutturato, ma un momento che si è venuto a creare quasi per caso.

Stavo realizzando braccialetti al lucet mentre mi rilassavo all’ombra degli alberi, quando mi sono ritrovata circondata da amici curiosi di provare. Dal momento che avevo portato con me più di un lucet, quel momento si è trasformato naturalmente in un piccolo laboratorio improvvisato. In poco tempo è diventato un vero e proprio workshop, fatto di manualità, risate e curiosità condivisa.

Alla fine, la nostra “sessione” di lucet è diventata un piccolo specchio dell’esperienza più ampia del Celtica: un esempio di come il festival riesca a creare connessioni inaspettate e a costruire un autentico senso di appartenenza. Celtica è uno spazio in cui le relazioni nascono in modo naturale e il senso di comunità cresce spontaneamente. E, come sempre, ci insegna che i momenti più memorabili sono spesso quelli non programmati, e che quando le cose non vanno come previsto, a volte ci portano verso qualcosa di ancora più significativo.

Alla prossima

Ripercorrendo tutte queste esperienze, è evidente che i laboratori artigianali a Celtica sono molto più che semplici attività. Sono momenti di apprendimento, condivisione e connessione, ognuno capace di offrire una prospettiva diversa su tecniche antiche, materiali e tradizioni, sempre arricchiti dalle persone che incontriamo lungo il cammino.

Celtica stessa è un luogo in cui creatività e comunità si incontrano naturalmente, dove non si osserva soltanto, ma si partecipa in prima persona. Ogni anno torniamo a casa con nuove competenze, nuova ispirazione e quella sensazione familiare di aver preso parte a qualcosa di raro e significativo.

E la storia è tutt’altro che finita: abbiamo già i biglietti per la prossima edizione, e non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà quest’anno. Ogni Celtica ha per noi un suo tema, un suo “fil rouge” invisibile, e ogni volta scopriamo qualcosa di nuovo, sia sulle tecniche artigianali sia su noi stessi.

E voi? Avete mai vissuto Celtica? Se sì, mi piacerebbe leggere le vostre impressioni e i vostri ricordi nei commenti. E se non ancora… magari un giorno ci incontreremo lì, come “amici che non abbiamo ancora incontrato”.

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