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Visita al Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione

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La scorsa estate abbiamo visitato il castello di Fenis, in Valle d’Aosta. Un luogo incantevole che consiglio vivamente!
Ma non sono qui per parlare di questa imponente fortezza. Sono qui per parlare di un museo nelle sue vicinanze.

Dopo la visita al castello, abbiamo passeggiato per il paese e abbiamo scoperto l’esistenza di un museo dell’artigianato. Eravamo curiosi, ma l’apertura era prevista per… la settimana successiva! Che peccato non poterlo visitare! Per un anno questo museo mi è tornato in mente di tanto in tanto, e non ho perso la voglia di vedere com’era. Non avevo mai visitato prima un museo dedicato all’artigianato, e non solo un contenitore di pezzi del passato, ma anche con una profonda connessione con il presente. Forse vi ricordate la nostra visita qualche tempo fa a una boutique speciale nella stessa regione, in questo caso sapete a cosa mi riferisco.

Bene, quest’anno siamo tornati in Valle d’Aosta e abbiamo deciso che la nostra prima tappa sarebbe stata nuovamente Fenis, per visitare finalmente il MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione.

MAV - Museo dell'Artigianato Valdostano di tradizione

Questo museo è strettamente legato alla boutique che abbiamo visitato a Courmayeur un paio d’anni fa: lo stesso Istituto Valdostano dell’Artigianato di Tradizione gestisce entrambi.

Sul sito ufficiale viene descritto come “un percorso di analisi dei patrimoni artigianali“. È diviso nelle sezioni “Memoria”, “Materia”, “Forma”, “Gesto” e “Avanguardia”.

La prima sezione ci ha fatto immergere nella storia dell’artigianato della Valle d’Aosta attraverso numerosi oggetti del passato. Abbiamo visto chiavi, figure di animali, scatole, statuette, pezzi liturgici, calamai, culle, filatoi, forbici, rocchetti, tazze, ceste, stampi per il burro, ovviamente esempi di “Grolla” (se non sai di cosa si tratta, puoi scoprirlo qui).

Gli oggetti erano organizzati per tipologia e materiale, e grazie alla loro disposizione e alle luci siamo stati in grado di avere un assaggio di come fosse una volta, quando quegli oggetti venivano realizzati e utilizzati. Capisco perché hanno chiamato questa prima sezione “Memoria”.

Se la prima parte incarna in qualche modo ciò che ti aspetti da un museo, almeno in Italia, la seconda sezione dedicata alla “Materia” è risultata meno tradizionale, e ci è piaciuta molto!

Qui gli oggetti esposti non solo si guardano, ma si può anche toccarli. Anzi, sei incoraggiato a farlo! Ho adorato soprattutto la parte iniziale di questa sezione, che ci ha permesso di vedere, sentire e toccare il processo necessario per passare dagli elementi naturali ai vestiti, dalle fibre al filo al tessuto finito.

C’era anche una piccola stanza con un gioco: c’erano alcuni tronchi d’albero sospesi, a simulare una foresta, e dovevamo riconoscere i diversi tipi di legno. Avevamo dei piccoli campioni con il nome delle essenze che dovevamo abbinare al loro albero. Non è stato così facile come potrebbe sembrare, ma abbiamo commesso solo un errore! Maneggiare le materie prime oggi non è usuale, quindi mi piace molto quando mi ricordano quanto poco tocchiamo e riconosciamo materia e strumenti per lavorarla.

Proseguendo, abbiamo incontrato la sezione dedicata alla “Forma”.

Siamo stati accolti da un’enorme esposizione di galletti di legno, che ci ha ricordato di quando ne abbiamo parlato con Ombretta nella Boutique di Courmayeur. In quella stanza abbiamo visto altri oggetti meravigliosi, organizzati per forma, ovviamente.

In tempi antichi, ogni forma aveva uno scopo, se i creatori sceglievano una particolare forma per un oggetto non era mai per caso. Prima di tutto la funzionalità. Certo, anche l’estetica era molto considerata. Pensate ai meravigliosi intagli tradizionali in punta di coltello. Straordinari!

E la sezione sul “Gesto”, un’altra area dove avrei potuto restare per ore. In effetti ci vorrebbe del tempo per apprezzare tutti gli strumenti in mostra.

Questa èla sezione dedicata a tutti i talentuosi artigiani che hanno realizzato i numerosi oggetti che avevamo visto poco prima. Non solo i loro strumenti, ma anche le ricostruzioni dei loro laboratori. C’erano il tornitore, il tessitore, l’intagliatore, lo scultore…

Come potete immaginare, avrei potuto restare per ore soltanto a fissare il telaio. Davvero un pezzo di antica ingegneria!

Mi chiedo quanti oggi saprebbero come usare tali strumenti, far funzionare quelle antiche macchine, quale scopo avesse ogni  loro parte… Siamo così abituati agli oggetti prodotti a macchina che non pensiamo abbastanza a quanto sia difficile realizzare qualcosa, quanto tempo richieda. A tutte le abilità, la pratica e la conoscenza necessarie per creare.

Infine, siamo arrivati all’“Avanguardia”. Una particolarità di questo museo e dell’artigianato della Valle d’Aosta è che la tradizione vive ancora oggi.

Abbiamo ancora artigiani e artisti che realizzano oggetti a mano, senza meccanizzazione. Utilizzano le loro abilità e il loro gusto artistico per creare qualcosa di unico, qualcosa che porta con sé secoli di tradizione e conoscenza, ma che si porta anche dietro un senso del tutto moderno delle cose.

A volte un oggetto artigianale fatto a mano non viene valutato come dovrebbe. Le persone confrontano i prezzi bassi degli oggetti fatti a macchina con quelli degli oggetti di artigiani di talento. Ma questo non è l’unico elemento da comparare. Pensate al tempo, alle abilità e all’amore che sono stati investiti nella creazione dell’oggetto fatto a mano. Qualcuno ha riflettuto a lungo su di esso, ha dedicato cura e tempo ad ogni passo della sua realizzazione. Ognuno dovrebbe provare a fare qualcosa con le proprie mani, solo per sapere che cosa vuol dire.

Questo è ciò che mi è piaciuto di puù del MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione. Non solo espone di oggetti incantevoli, mi ha anche fatto riflettere profondamente. Mi ha lasciato qualcosa di non fisico da portare a casa.

Mi ha ricordato che qualcuno nel nostro veloce e meccanizzato mondo moderno si preoccupa ancora del tempo, dell’arte, del lavoro manuale, della cura, delle abilità. Ci sono ancora persone che sanno come fare le cose. Dovremmo valorizzarle di più.

MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione

Chez Sapin Hamlet, 86, 11020 Fénis AO
Grazie a Institut Valdôtain de l’Artisanat de Tradition

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