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La Valle d’Aosta e il suo artigianato: L’Artisanà

Valle d’Aosta. Una piccola regione alpina del Nord Italia dove siamo stati spesso. Da bambina, passavo quasi ogni domenica estivaa fare pic-nic tra queste montagne con la mia famiglia. Ora da adulti mio marito ed io torniamo quasi ogni anno per il Festival Celtica nello splendido bosco del Peuterey ai piedi del Monte Bianco. Eh già, questo Festival meriterebbe un capitolo a parte solo per lui.

“Ma questa è un’altra storia, e dovrà essere raccontata un’altra volta”.

Un giorno dello scorso giugno stavamo passeggiando per le vie di Courmayeur  quando, vicino alla chiesa principale, ho notato un cartello che indicava la Galleria regionale dell’artigianato valdostano. Potevamo forse perdercela?

Ecco, scendendo pochi gradini siamo arrivati in un negozio meraviglioso dalle pareti in pietra, dominato da arcate e soppalchi di legno. Ogni parete e ogni scaffale erano ricoperti di oggetti speciali in legno, pietra, ceramica, lana, cuoio…

Devo ringraziare di cuore la gentilissima Ombretta, che ci ha accolti e ci ha regalato un tour speciale alla scoperta della magnificenza dell’artigianato tradizionale della Valle d’Aosta. Le cose che ci ha mostrato, le storie che ci ha raccontato… ognuna meriterebbe un articolo a parte. Intanto ecco un assaggio: vi elenco alcune ragioni per cui ogni amante dell’arte e dei lavori manuali che passa da queste parti non dovrebbe assolutamente perdersi una visita a questo luogo speciale.

L'Artisana Boutique in Courmayeur, Valle d'Aosta, Italy
L'Artisana Boutique in Courmayeur, Valle d'Aosta, Italy

Celtica Valle d’Aosta – Festival Internazionale di musica arte e cultura celtica

“Non ci sono estranei qui, soltanto amici che ancora non abbiamo incontrato.”
Questa frase di William Butler Yeats è perfetta per riasusmere l’anima di Celtica.
Che cos’è Celtica? Se lo chiedete a qualcuno che c’è stato, probabilmente risponderanno: “per saperlo, devi viverlo”.
Ci vorrebbe molto più di questo piccolo box per raccontarvi che cons’è. Celtica è un’esperienza. Dopo averla provata per la prima volta, non sarai mai più lo stesso.

Una boutique speciale e i suoi primi 100 anni di storia

Il nome di questa boutique, “L’Artisanà”, deriva dal nome che gli artigiani valdostani davano al negozio del centro di Aosta dove lasciavano in vendita i loro prodotti dopo la famosa Fiera di Sant’Orso.

Cos’ha di speciale questo luogo? Ecco, non è soltanto un negozio di artigianato. É profondamente legato all’Istituto Valdostano dell’Artigianato di Tradizione. Questa istituzione vuole sviluppare e valorizzare l’artigianato valdostano di tradizione attraverso attività culturali e commerciali. Due musei, quattro boutique, cinque corner sparsi per la regione lavorano insieme per dare continuità alla tradizione e allo stesso tempo rinnovarla.

E lo abbiamo proprio percepito, durante la nostra visita con Ombretta. Anche la sua personale profonda passione era evidente, si sentiva nelle sue parole girando per la boutique e ascoltando le sue storie in cui passato, presente e futuro si mescolavano per diventare una cosa sola.

L’Artisanà, oggi, rappresenta oltre 1000 artigiani ancora all’opera, con alle spalle un’eredità di duemila anni: ciascuno di loro è riuscito a portare la propria attività nel 21° secolo, adattandola al presente ma riuscendo a non perdere la propria identità profonda.

Quindi, cosa possiamo trovare qui nelle boutique ai giorni nostri? Certo tutti gli oggetti di tradizione che ci si aspetta: la Coppa dell’Amicizia, la Grolla, le pantofole in panno, i giocattoli di legno… Ma anche opere d’arte più moderne realizzate con materiali e tecniche di lunga tradizione. Questo legame profondo tra moderno e antico è la ragione principale che ci ha fatto tornare alla boutique due volte in una settimana! Siamo tornati a casa, tra le altre cose, con il mio regalo di compleanno: una radice con due lumachine scolpite in pietra ollare ad opera di Claudio Ferrari. Adoro quest’opera, con gli animaletti della mia infanzia scolpiti in un materiale che ha un legame con il mio passato da archeologa.

Ed ora è giunto il momento di scoprire di più sulla storia dell’artigianato tradizionale valdostano.

Da non perdere a Courmayeur: la Skyway

Siete mai stati sul tetto d’Europa? Noi sì! Con la Skyway Monte Bianco, una funivia che porta quasi a 4000m di quota. Sulla spettacolare terrazza sommitale si ha un panorama privilegiato della coltre bianca del ghiacciaio, all’ombra dei picchi più alti d’Europa. Una meraviglia da vedere! A mezza via, non perdete il giardino botanico ed esplorate tutta la stazione della funivia per scoprire mostre, foto, reperti dalle vecchie strutture.

La Coppa dell'Amicizia e la "Grolla"

Se dite “Valle d’Aosta“, a tutti verrà subito in mente la parola “Grolla“.
Spesso è usata per indicare la coppa di legno con cui si bene il tipico caffè valdostano “à la ronde“, passandosi la coppa uno all’altro con l’augurio di buona sorte. Ecco, l’immagine non è proprio accurata.

La Grolla originale era un calice di legno pregiato con il coperchio a corona scolpito. Il termine deriverebbe da “graal”, che significa”coppa” nell’antica langue d’oil. Usato un tempo per bere, come calice da vino, oggi è un oggetto ornamentale e souvenir molto popolare.

La Grolla non deve essere confusa con la Coppa dell’Amicizia, la tazza con il coperchio circondato da diversi becchi, pensata per la condivisione. Nella Coppa dell’Amicizia, il numero di becchi varia in base alla dimensione. Può essere in un legno duro, come acero, pero o melo. Il coperchio è solitamente decorato con piante o animali.

La Coppa dell’Amicizia è quella usata per bere il tipico caffè valdostano, fatto flambé con lo zucchero e corretto con grappa o génépy. Poiché questa coppa è simbolo di convivialità, il caffè va bevuto “à la ronde“, passandola da persona a persona senza lasciare che questa tocchi il tavolo.

The friendship cups and "grolla" in L'Artisana Boutique in Courmayeur, Valle d'Aosta, Italy
The friendship cups and "grolla" in L'Artisana Boutique in Courmayeur, Valle d'Aosta, Italy

Il "Tatà"

Gli animali in legno sono uno dei giocattoli più antichi (in Valle d’Aosta ma non solo). Mucche, galline, cavalli, muli, volatili e ogni sorta di animali locali venivano scolpiti da semplici pezzi di legno durante le ore passate al pascolo o nelle calde sere d’estate. Vi venivano aggiunte ruote e una corda per poterli tirare, e sulle superfici irregolari dei pavimenti in pietra dentro e fuori casa facevano un tipico suono tintinnante, da cui deriva il nome “tatà“.

Oggi il “Tatà” è una scultura raffinata, spesso fatta in materiali diversi dal legno, ad esempio la ceramica.

Le pantofole "D'Socka"

Le tipiche pantofole in lana della valle di Lys (Gressoney) erano usate in origin anche per i lavori agricoli.

I primi documenti scritti che le menzionano risalgono al 19° secolo. Queste pantofole erano realizzate pazientemente a mano dalle donne in inverno: usando vecchi abiti fatti di stoffa spessa, le cucivano con cura per ottenere delle calzature calde e robuste. Era anche uso barattarle per prodotti di prima necessità come formaggio o burro.

Indossate sia a casa sia fuori da donne, uomini e bambini, queste calzature erano abbastanza robuste per il lavoro nei campi. Quelle della festa erano di colori vivaci e, per le donne, abbellite da ricami.

La suola era fatta da diversi strati di stoffa, assemblati e trapuntati con corde intrecciate chiamate ligneul. La tomaia era fatta da tre strati di stoffa trapuntata, cuciti insieme con lo stesso tipo di corde usate per le suole.

The typical "Sock" shoes in L'Artisana Boutique in Courmayeur, Valle d'Aosta, Italy

Vicino a Courmayeur: la Val Veny

La Val Veny si apre nel cuore del massiccio del Monte Bianco e per noi è un paradiso estivo. Seguite il fiume: troverete splendide passeggiate tra campi e boschi che vi condurranno verso laghi (di cui il più famoso il Miage), rifugi, punti panoramici… Una menzione speciale se la merita il bosco del Peuterey, la location del festival Celtica ai primi di luglio. Il modo migliore di vivere la valle? Alloggiare in uno dei campeggi, in tenda o in chalet.

Ecco, questo è soltanto un assaggio delle meravigliose tradizioni artigianali della Valle d’Aosta.

Ci sarebbero molte altre storie da raccontare: la storia dell’artigiano che voleva far rivivere l’antica tradizione della scultura e ci è riuscito grazie ai suoi galletti scolpiti; l’artista che usa antichi materiali per creare qualcosa di nuovo, come gli animali in pietra ollare di Champorchet di Claudio Ferrari, che vivivono su vecchie radici; gli arazzi fatti con la lana delle pecore Rosset

Come scoprire di più su tutto questo? Andate a visitare  L’Artisanà Boutique” a Courmayeur e chiedete di Ombretta: sono certa che sarà felice di raccontarvi di più, con la gentilezza che ha riservato a noi.

Magari in un altro articolo vi racconterò di più.
Volete leggere altro sull’artigianato valdostano, curiosare cosa abbiamo acquistato alla boutique, leggere una recensione del libro che abbiamo portato a casa?
Ditecelo nei commenti!

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