Celtica Valle d’Aosta è sempre magica. È un luogo per tutti, dove si può passare dalla birra e dai concerti notturni alla connessione spirituale con i boschi, dalle lezioni di artigianato alle danze, dai Fianna Games con gli amici a un giretto al mercatino.
Spiegare cosa significhi davvero Celtica è un compito difficile. È l’unico posto che conosco dove migliaia di persone si riuniscono nei boschi per giorni senza lasciare traccia di sé: nessuna spazzatura, nessun rifiuto, niente di rotto. Si godono e rispettano l’ambiente circostante. Se anche solo una piccola parte di tutto questo si diffondesse nella nostra vita quotidiana, il mondo sarebbe un posto migliore per tutti.
Qui capita anche che tu parta con un’idea in mente, ma finisca a fare esattamente l’opposto, pur godendoti a pieno ciò che questo luogo e la gente che lo popola ti offrono.
Ecco, questo è quello che in un certo senso è successo a me quest’anno. Mi ero programmata di partecipare a qualche laboratorio artigianale ai campi storici, ma per varie ragioni non sono riuscita a seguirne neppure uno. Quello che ho fatto invece è stato… un workshop improvvisato e spontaneo sul lucet.

Un po’ di tempo fa ho promesso ad alcune amiche di realizzare per loro un lucet in legno, e li ho portati con me al festival perché avevamo in programma di trovarci lì. Ho portato con me tutti i miei lucet e un po’ di filato, pensando che avrei potuto godermi alcuni momenti tranquilli nel bosco del Peuterey per realizzare braccialetti e far pratica di nuove tecniche.
Ecco, alla fine sono finita a mostrare loro la tecnica base del lucet a ci siamo messe a realizzare braccialetti annodati insieme.
Anche Locutus ha dato una mano questa volta. Lavorare con i filati non è esattamente la sua passione, ma anche lui sa come si usa il lucet dopotutto.
Abbiamo usare ancora i nostri ultimi lucet, realizzati apposta per il nostro primo workshop ufficiale durante la rievocazione “Belgioioso Medievale”. Devo dire che mi piace molto questo design. Le dimensioni erano limitate dalla larghezza del legno a nostra disposizione, ma devo dire che sono venuti comunque molto comodi.
Che cosa si può realizzare con il lucet?
Oltre ad essere uno strumento per la rievocazione storica, il lucet può essere comodo anche in progetti moderni per la vita quotidiana.
Abbiamo trascorso un’oretta durante la pausa pranzo, seduti sull’erba, a lavorare ai nostri braccialetti (ed è per questo che vedete fette di torta insieme con il filato!). Ci siamo tutte immerse nella lavorazione, senza fermarci finché ognuna di noi non ha completato il proprio braccialetto. Beh, tranne Locutus: la sua pazienza si è esaurita presto, l’unica cosa che ha fatto è stato un semplice laccio per i miei capelli.
La mia amica Lara – che è grandiosa con i ferri, dovreste vederla! – si è adattata rapidamente alla tecnica del lucet. Ha subito trovato la giusta tensione e ha prodotto trecce ben definite. Anche le altre hanno ottenuto buoni risultati. Ale è brava all’uncinetto, quindi non ha avuto problemi a mantenere una tensione costante. Vale è una cosplayer con esperienza di lavori manuali, un po’ meno con il filato rispetto alle altre, quindi le è risultato più difficile mantenere coerenza nella sua prima corda
Sì, credo che la tensione sia la parte più complicata per qualsiasi principiante che lavora con il filo, che si tratti di ferri da maglia, di uncinetto o di lucet.
Alla fine, le mie amiche sono riuscite a realizzare i loro braccialetti annodati, sia bicolori sia monocolori, con un bottone come chiusura. È uno dei design che preferisco finora!
Ecco, seduti sotto il nostro albero preferito nel bosco del Peuterey, abbiamo unito lavori manuali, risate e amicizia. Alla fine, il nostro workshop estemporaneo sul lucet è diventato una sorta di microcosmo dell’esperienza più ampia di Celtica: un esempio della capacità del festival di favorire connessioni inaspettate e promuovere un senso di comunità e inclusione. Celtica, come sempre, ci ricorda che i momenti più memorabili sono quelli spontanei, e che spesso le cose non vanno come previsto per una ragione, ed è per il meglio.
Ciò che ho portato a casa, tra l’altro, da questo semplice momento è che la magia della creazione risiede non soltanto nel prodotto finito, ma prima di tutto nel percorso per arrivarci, soprattutto se condiviso con gli amici: le risate, lo scambio di capacità, il trovare sempre qualcosa di nuovo che ti unisce.
Ogni anno imparo qualcosa durante Celtica, e ogni edizione ha una sorta di tema, un fil rouge che l’accompagna e la riassume. Quest’anno abbiamo condiviso più esperienze che mai con i nostri amici, godendo dei boschi insieme per un tempo più lungo del solito. I nostri spiriti erano più leggeri, più rilassati e aperti, e abbiamo trascorso più tempo a nostro agio nei nostri abiti celtici. La nostra passeggiata nel labirinto, per una volta tutti insieme e non ognuno per conto proprio, è il miglior esempio di ciò che intendo.
Mi piacerebbe avere più occasioni per fare lavori manuali con gli amici, condividendo questa passione comune assieme al nostro amore per la danza irlandese, che ci ha fatti incontrare.
#FriendsWhoDanceTogetherStayTogether
Celtica, il Festival senza estranei
“Non ci sono estranei qui, soltanto amici che non abbiamo ancora incontrato.”
Questa citazione di William Butler Yeats è il riassunto perfetto dell’atmosfera che si respira durante Celtica.
Se chiedi a qualcuno “Che cos’è Celtica”, chi l’ha provata almeno una volta ti risponderà: “per saperlo veramente, devi viverla”.
Celtica è un’esperienza unica. Provala anche solo una volta e non sarai più lo stesso.















