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Il nostro progetto string art del Castello di Zavattarello

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La string art è sempre stata una tecnica importante per mio marito e per me, la prima che abbiamo sperimentato insieme. Abbiamo realizzato diversi progetti, sia per noi stessia sia per amici e familiari. Negli anni ci siamo dedicati anche ad altre tecniche, lasciando da parte per un po’ la string art.

Un giorno, però, ci siamo ritrovati di fronte un piccolo tesoro: una magnifica tavola di legno che qualcuno stava gettando via. Era una grande tavola di legno massiccio che abbiamo subito adottato per un grande progetto.

Forse ricorderete un altro progetto che abbiamo realizzato alcuni anni fa, un piccolo panorama string art del Castello Dal Verme di Zavattarello, un luogo che mi è particolarmente caro.

Beh, quello che mancava a quel pezzo erano i dettagli: finestre troppo piccole, una piccola terrazza con colonnine troppo piccole… non potevamo fare a meno di notare che mancavano le caratteristiche complesse dell’edificio originale.
Quindi, armati di nuova ispirazione e di una base più grande, ci siamo messi a ricreare il castello su una scala più ampia.

Quanto grande, chiederete? Ecco, la tavola di legno che abbiamo trovato misura ben 62cm x 55cm, più del doppio delle dimensioni della nostra precedente creazione.

Clicca per le foto del progetto finito

Abbiamo scelto di utilizzare la stessa fotografia che era stata la base del precedente design come guida: volevamo apprezzare le differenze nei dettagli passando dal precedente progetto largo 35cm.

Abbiamo modificato l’immagine per renderla più adatta alla tecnica, consentendo un effetto 3D più pronunciato spaziando strategicamente gli elementi architettonici. La separazione delle parti principali dell’architettura con un piccolo spazio ha fatto risaltare in particolare la torre principale, circondata da uno spazio vuoto come a suggerire la sua prominenza verso lo spettatore.

Ho ricalcato la fotografia su carta per adattarla e anche per colorarla, usando i colori abbinati al filo che avevamo in mente: un tono crema per le pareti e gli elementi alla luce del sole, marrone per le zone ombreggiate e verde per le colline. Ho intenzionalmente lasciato le finestre e le porte vuote, per far risaltare la venatura naturale del legno.

Riscalando il design, ci siamo assicurati che un affascinante nodo di legno fosse visibile sopra il castello, risaltando come una nuvola sospesa, aggiungendo un tocco di fantasia alla scena.

E mentre mi occupavo del design, essendo io quella che conosce più nel dettaglio il castello originale, mio marito preparava la tavola di base, carteggiandola e, prima di dipingerla, passandola delicatamente con una spazzola metallica per far risaltare le vene naturali del legno.

Riguardo al filo, abbiamo optato per gli stessi filati usati per il precedente castello string art, principalmente il bamboo, il nostro preferito per questo tipo di progetti. La sua morbidezza, la mancanza di pelucchi, la facilità di intreccio, specialmente con la nostra fidata fustella per cuoio, ereditata da nonno di mio marito, rendono sempre questo filato una scelta obbligata per noi.

Per la collina sottostante il castello, invece, ci siamo avventurati in nuovi territori – letteralmente! Durante un recente viaggio in Irlanda, ci siamo imbattuti in uno stupendo gomitolo di lana verde arricchito da fibre multicolore, a ricordare le diverse sfumature della natura. Lavorare con la lana per la prima volta è stata un’esperienza istruttiva: la sua delicatezza ci ha richiesto di maneggiarla con cura, stando attenti a non spezzarne le fibre.

The woolen yarn we used for the hill in our string art castle
Castle string art: the hammering begins

Con tutti i materiali e il design pronti, abbiamo iniziato il lavoro vero e proprio.

Il primo passo è stato piantare innumerevoli chiodi nella nostra grande tavola di legno. Non abbiamo osato contarli, ma credo che ne abbiamo piantati a migliaia.

Piantare i chiodi è davvero la fase più lunga di un progetto string art! Per sveltire il processo, mentre uno di noi segnava la posizione dei chiodi con un punteruolo, l’altro poteva essere più rapido con il martello. Questo è un aspetto della string art che abbiamo amato sin dall’inizio: è una tecnica che ci permette di lavorare in coppia, insieme sullo stesso pezzo contemporaneamente.

Alla fine del lungo martellare, ecco che ha potuto iniziare il divertimento vero, con l’entrata in gioco del filato.

Che gioia finalmente passare all’intreccio del filo! Intrecciando e riempiendo il design, ci meravigliavamo dei dettagli che cominciavano ad emergere, un sottile gioco di colori e texture che davano vita alla nostra creazione.

Per questo progetto ci siamo concentrati solo ed esclusivamente sul filo, lasciando da parte l’idea iniziale di un approccio multimaterico. Volevamo che il nostro string art trasmettesse la bellezza della semplicità, dove solo filo e chiodi lasciavano l’edificio del castello come protagonista.

Non per questo abbiamo però rinunciato a profondità e tridimensionalità: abbiamo posizionato i chiodi in maniera strategica, variandone le altezze per creare un senso di prospettiva. Quelli in primo piano erano più alti, mentre quelli sullo sfondo più bassi, come se si rimpicciolissero nella distanza. Era un equilibrio sottile, ma ha  contribuito all’effetto 3D che cercavamo di ottenere, sempre più evidente mano a mano che intrecciavamo il filo nelle diverse sezioni.

Abbiamo anche deciso di aggiungere le Alpi sullo sfondo, visto che è possibile vederle davvero nelle giornate limpide dietro il castello. Questo ha aggiunto profondità alla composizione, con queste montagne innevate su chiodi più bassi e il paesaggio boschivo sotto il castello su chiodi più alti. Grazie alle dimensioni notevoli della tavola, siamo stati in grado di giocare di più con i dettagli.

Mi dispiace che le foto non rendano giustizia alle dimensioni di questo pezzo: avevamo un muro di casa soltanto adatto per appenderlo.

Ora vorremmo sapere da voi la vostra opinione sulla nostra creazione: siamo impazienti di sentire cosa ne pensate.

Siamo riusciti a catturare l’essenza del castello di Zavattarello? La nostra scelta di materiali e tecniche vi è piaciuta? Per favore, condividete le vostre opinioni, i vostri suggerimenti e anche le vostre esperienze string art nei commenti qui sotto.

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