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Libri scultura: come trasformare vecchi volumi in fiabe

Sì, mi rendo conto che per qualcuno un progetto del genere potrebbe sembrare una blasfemia.

Come osano tagliuzzare le pagine di oggetti di pregio come i libri? Non esiste libro così vecchio da meritare un simile trattamento! E i lettori che potrebbero desiderare immergersi in quelle pagine?

Ok, lasciatemi spiegare. Ecco come siamo arrivati a realizzare sculture con i libri.

Book sculptures: how to turn old volumes into a fairy tale

È stata una combinazione di coincidenze.

Mio suocero lavorava per un’azienda del campo medico, e un giorno è tornato a casa con borse piene di vecchi libri scartati: l’azienda aveva deciso di distruggerli perché si trattava di atti di conferenze datate i cui contenuti non erano più validi per la comunità scientifica. Visto che si stavano sbarazzando di dozzine di volumi dalle pregiate copertine rigide, ha pensato di portarli a casa per dar loro una nuova vita.

La coincidenza è che in quel periodo stavo curiosando su Pinterest alcune idee di creazioni artistiche con i libri: ho scoperto che si può creare davvero di tutto con i libri, dai mobili di casa alle borsette.

Ecco, vedendo quindi tutti quei libri scartati, le pagine ordinate, il fiume di piccole parole, le copertine rigide con le lettere in rilievo, abbiamo deciso di dare loro una nuova destinazione. Volevamo trasformare quei tomi scientifici pieni di grafici e formule in portali verso mondi fantastici.

Piega dopo piega, abbiamo scopito due scene fiabesche. E quei due paesaggi fatati che avevamo in mente avevano bisogno di due cose per essere completati: foto o disegni di luoghi fantastici da raggiungere e personaggi fatati per abitarli. Abbiamo scelto, dunque, alcune immagini che si adattassero al primo mondo e alcune statuette di fate da ambientare in entrambe le nostre creazioni.

Il primo libro-scultura che abbiamo voluto realizzare è una finestra su un altro mondo. Ecco, in realtà ne abbiamo fatte due!

Il libro è aperto a metà, e abbiamo intagliato nelle pagine un davanzale, su cui è seduta una fatina sognante,  che dà colore al bianco e nero del testo.

Due finestre, una per ciascun lato del libro, si aprono su una cascata e su una cattedrale abbandonata immerse in una densa foresta. Con i ritagli delle pagine ho anche realizzato le tende per le finestre.

Per tenere in posizione il davanzale, dai ritagli avanzati abbiamo ricavato dei quadrati che abbiamo piegato a metà e usato per agganciare le pagine tagliate, due a due.

La parte centrale del libro è intagliata a forma di colonna: non l’elemento che ci si aspetterebbe in quello che dovrebbe essere l’interno di una stanza, ma ci sembrava il modo migliore per rifinire ciò che restava delle pagine che avevamo tagliato per intagliare il davanzale.

Dopo il primo libro-scultura, volevamo andare un poco oltre.

Se l’idea di base del primo progetto è stata di Locutus, sono stata io a suggerire invece l’idea per il secondo. In questo libro-scultura abbiamo scolpito la torre di un castello, con una finestra come protagonista, sul cui davanzale siede una fatina, i piedi penzolanti all’esterno. Questa volta ci siamo lanciati in una creazione più complessa, in cui la pianificazione è stata ancora più importante: avevamo preparato persino un template per guidarci nel taglio delle pagine in modo che risultassero tutte uguali.

Usando i ritagli avanzati, abbiamo realizzato delle tegole da usare per decorare la finestra e il marcapiano sotto al davanzale. Abbiamo dipinto ogni tegola con gli acquarelli color terracotta, lasciando però visibili le parole stampate.

Avendo intorno della finta edera avanzata dai costumi dell’ultimo spettacolo di danza, ne abbiamo preso un pezzo da incollare su un lato della torre, per suggerire una pianta rampicante sul muro.

La sommità della torre è stata più semplice da progettare rispetto alla finestra ad arco, ma non meno impegnativa da realizzare. Abbiamo ritagliato e piegato accuratamente una merlatura, ogni merlo della stessa misura. Ecco, visto che la realizzazione richiedeva parecchia pazienza, il compito è toccato a me!

In cima abbiamo collocato una seconda statuetta: un drago che nasce dal suo uovo, il futuro guardiano del castello. Osservando attentamente dall’alto, si nota anche vicino a lui una botola che conduce ai piani inferiori della torre.

In questo libro-scultura ci piaceva anche l’idea di usare la parola scritta per rappresentare il viaggio che il lettore intraprende ogni volta che si immerge in un buon libro: ecco che abbiamo scritto l’incipit tradizionale delle fiabe “C’era una volta in un castello lontano lontano”, per creare un contrasto tra il freddo libro scientifico e il mondo fatato che abbiamo creato grazie a quel tomo.

Ogni libro può essere la porta che conduce al mondo che vogliamo: tutto dipende da come lo leggiamo.

Ti sono piaciuti i nostri libri-scultura? Non ne realizziamo uno da tempo, ma chi può dirlo… magari un altro vedrà la luce presto…
Ti piacerebbe vedere altri libri-scultura? Facci sapere il tuo pensiero nei commenti!

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