Si era sentita la mancanza del Presepe Vivente di Zavattarello, negli ultimi due anni. Poter tornare a far rivivere le nostre tradizioni natalizie è stato stupendo, soprattutto perché quest’anno abbiamo partecipato con tutta la famiglia, compresa l’ultima arrivata.
Da oltre 20 anni, a Natale il borgo medievale di Zavattarello (Pv) si anima e ricostruisce il passato tipico della valle: all’interno delle case in pietra del Duecento, lungo le vie medievali, usando gli attrezzi antichi ancora funzionanti del Museo “Magazzino dei Ricordi”, con la compagnia di diversi animali, un centinaio di figuranti ricostruiscono attivamente oltre trenta scene di vita quotidiana.
Questo, però, è un Presepe Vivente speciale, di cui ciascuno può essere partecipe in prima persona. Ogni scena del percorso di avvicinamento alla capanna della Natività è una viva riproduzione delle attività che una volta era normale vedere ogni giorno.
E noi di #LRCrafts abbiamo voluto partecipare allestendo due scene particolari: il Mastro Arcaio e le ricamatrici… a modo nostro!
Cosa c’è di speciale al Presepe Vivente di Zavattarello?
Dozzine di scene allestite da un centinaio di figuranti, che rendono le attività veramente vive utilizzando attrezzi antichi ancora funzionanti, e la possibilità per il pubblico di partecipare attivamente. Al Presepe Vivente di Zavattarello si può gustare la focaccia appena sfornata, portare a casa una moneta commemorativa fresca di conio, partecipare al giudizio popolare dei prigionieri delle legioni romane, accompagnare i Re Magi in visita alla capanna… Questo e molto altro, ogni anno troverete qualcosa di diverso da sperimentare.
Il Presepe Vivente nel borgo medievale di Zavattarello
La tradizione del Presepe Vivente di Zavattarello è nata nel Natale del 2000, primo evento del genere in provincia di Pavia, e da allora è un appuntamento immancabile e molto sentito dai paesani e dai visitatori, che arrivano appositamente anche da lontano.
Quando pensiamo a un presepe vivente, ci appare davanti agli occhi l’immagine di un gruppo di persone che si adopera per riprodurre a grandezza naturale la Natività di Gesù. Rievocano l’avvenimento proprio come fossero le statuine dei presepi che abbiamo nelle nostre case. A Zavattarello, però, i figuranti hanno preso una strada originale: quella dell’animazione attiva.
Ecco la particolarità di questo presepe vivente, in cui i visitatori possono sentirsi davvero parte di questo mondo antico: chiunque può mangiare il pane appena sfornato, toccare la lana filata e il mantello delle pecore custodite nei recinti, ascoltare i Farisei che predicano al tempio, chiacchierare con artigiani che realmente sanno fare il loro mestiere…
Se vi sembrerà che gli artigiani siano particolarmente abili nell’uso dei loro attrezzi, avrete visto giusto. Spesso chi allestisce una scena ha veramente esperienza quotidiana con il mestiere: potrete trovare il ciabattino locale che ripara scarpe, il mobiliere che fa il falegname, il panettiere che impasta nel forno.
La suggestiva cornice medievale, poi, è l’ambientazione perfetta.
Le scene trovano posto tra le vie e nelle case di un borgo duecentesco che ha conservata ancora intatta la propria urbanistica fatta di stradine tortuose. Entrando in queste stanze e passeggiando per le vie, basta uno sguardo per rendersi conto di quanto poco sia cambiato l’aspetto originario di questo luogo.
Qui si affacciano case in pietra locale di origine medievale, che i proprietari gentilmente aprono ai figuranti e ai visitatori: l’antico forno del paese, profumate cantine, il salone di un palazzo nobiliare, abitazioni di artigiani e prelati, cortiletti lastricati, un’antica torre di guardia.
Non solo luoghi intrisi di secoli di storia, ma anche attrezzi dal passato: il Museo “Magazzino dei Ricordi” di Bruni Virgilio da sempre presta i propri oggetti per l’allestimento delle scene, per rendere ancor più attiva e reale la rappresentazione. É così che alcuni fra le migliaia di strumenti antichi del museo ritornano a nuova vita, tra le mani di chi sa come usarli.
Un altro aspetto unico di questo Presepe Vivente.
La scena del Mastro Arcaio

E come abbiamo partecipato quest’anno?
Le organizzatrici dell’Associazione “Presepe e Passione” ci hanno contattate un giorno di dicembre per chiederci di realizzare una scena nuova, mai vista prima, qualcosa di originale. Ci abbiamo pensato per un po’. Quale delle nostre abilità possiamo mettere al servizio della rappresentazione? Quale attività a noi congeniale starebbe bene nel contesto del Presepe Vivente?
Non ci è voluto molto per trovare l’idea giusta: costruire archi e frecce! Un’attività mai vista prima nelle varie edizioni del Presepe Vivente, dal 2000 a oggi. In età imperiale, poi, le legioni romane avevano reparti di arcieri chiamati sagittarii, quindi la scena avrebbe potuto trovare il suo contesto storico.
Nel pieno spirito della rappresentazioni, è un mestiere che sappiamo fare: i nostri accessori da arcieria storica sono realizzati da noi, anche alcuni degli archi che usiamo in famiglia. Abbiamo persino costruito alcuni degli attrezzi. Insieme con i nostri bersagli, archi, frecce, faretre in cuoio, avrebbero fatto buona mostra di sé nell’allestimento.
La ricezione della nostra idea è stata molto positiva, da parte degli organizzatori, degli altri figuranti e del pubblico. L’area a noi affidata era abbastanza grande per lavorare ed esporre, una zona verde ben visibile dall’alto. Locutus e suo zio si sono impegnati nella costruzione di frecce a partire da rami grezzi e nella sgrossatura di lunghi legni per farne futuri archi. La prima freccia completata è stata anche testata con l’arco contro uno dei bersagli!
Le nostre attività tessili: ricamo e lucet
Una scena, però non ci bastava. Siccome anche altri membri della famiglia hanno voluto partecipare, siamo riusciti ad allestirne due.
La seconda scena doveva essere più tradizionale: le ricamatrici. Un classico del Presepe Vivente, con i telai antichi del Magazzino dei Ricordi a fare bella mostra di sè. Ad essi si sono aggiunti alcuni progetti in corso di Rici, di ispirazione medievale: un albero usato solitamente durante le rievocazioni per dimostrare il punto Bayeux e una borsetta porta monete ricamata con il brick stitch, un punto tedesco del Tre-Quattrocento.
Per arricchire l’allestimento, abbiamo portato con noi anche i nostri lucet e alcuni gomitoli avanzati dai progetti all’uncinetto di mia madre. L’idea era di presentare anche altre attività tessili, senza la pretesa di storicità, ma con una generica ambientazione nel passato, con una carrellata selezionata di oggetti e spunti per chiacchierare con il pubblico.
Ecco, quello che doveva essere un contorno marginale è diventato preso il focus principale della scena!
Per insegnare alla sorella di Locutus come si lavora con il lucet, abbiamo provato a realizzare semplici braccialetti, che abbiamo poi messo a disposizione dei bambini presenti alla rappresentazione come piccolo omaggio.
I braccialetti sono stati subito apprezzati, tanto che abbiamo dovuto abbandonare qualsiasi intenzione di ricamare per concentrarci entrambe sul lucet. I piccoli omaggi realizzati dai figuranti sono sempre stati una caratteristica del Presepe Vivente: dall’assaggio di focaccia alle monetine, dalle candele al formaggio di capra, quest’anno i boscaioli regalavano persino piccole renne di legno, ovviamente scolpite al momento.
Visto il numero di braccialetti realizzati il primo giorno di evento in sole due ore, il giorno di Natale tutte le donne della famiglia si sono impegnate per crearne qualche decina da avere pronti per il giorno seguente, quando era atteso il maggior numero di visitatori. Ebbene, 60 braccialetti sono andati a ruba in pochi minuti! Abbiamo presto perso il conto, ma probabilmente ne abbiamo fatti più di 200 in totale.
La cosa più bella è stata che la gente non si fermava solo per l’omaggio, ma apprezzava una breve chiacchierata con noi, per capire cos’era lo strumento che avevamo in mano, come funzionava, qual era la sua storia. Abbiamo parlato anche di ricamo, facendo toccare con mano i progetti che avevamo portato.
Una menzione speciale: anche nostra figlia di due anni ha partecipato, vestendo i panni di angioletto, con tanto di ali all’uncinetto realizzate dalla nonna. Anche lei si è divertita, in giro per tutto il borgo sulle spalle del nonno.
L’esperienza è stata quindi molto positiva per tutti noi, speriamo anche per i visitatori che si sono fermati a guardare cosa facevamo e per gli organizzatori.
Abbiamo già idee per la prossima edizione. Perchè noi di #LRCrafts non ci fermiamo mai, neppure a Natale!











































2 Comments. Leave new
Che magnifica iniziativa, io adoro questo tipo di rappresentazioni!
Mi dispiace per la lontananza, ma spero un giorno di potervi ammirare di persona 🙂
L’associazione mette un impegno straordinario nell’evento, e si vede!
Sarebbe bellissimo che tu potessi venire a vederlo un giorno <3